Tutto bianco. Poi calore urticante. Orecchie tappate. Dolore. Una detonazione lontana. Lontana due anni. Due anni fa ero un ragazzo apparentemente dolce e affabile. Appena uscito da una dieta dimagrante che mi aveva rinsecchito come una prugna, sia il corpo, sia i sentimenti. Adorabile la domenica a pranzo dai suoceri, quanto spietato nel sesso del tradimento, abietto, e perpetrato. Un amore forte che si era trasformato quasi da subito in una malattia. La miccia, lunghissima, era stata accesa due anni prima. Due anni di limiti scavalcati, due anni di giustificazioni a se stessi, due anni di sms nascosti, di baci proibitissimi, di notti insonni a far sesso, o a morire di dolore. I due anni più assurdi della mia vita. Il 18 febbraio esplodeva la bomba. Alle 8 mi sveglio, ignaro di tutto. Con lei accanto. Per l’ultima volta. Quella mattina decido di non fare colazione. “A più tardi, bacio”. L’ultimo. L’ultimo dopo otto anni e mezzo di baci. Quanti baci si possono dare in otto anni e mezzo? Tantissimi. E tutti voluti. Credo di essere stato nella vita, fino ad ora, un uomo travolto dall’amore. Anche nel sesso più sordido, negli anfratti bui, il mio cervello era innamorato. Innamorato della più bieca delle donne da one night stand, innamorato di una foto di un profilo facebook, di una persona che mi diceva di no. Poche ore dopo, esplode la bomba. Lacrime al telefono. “Chi è questa qui, che mi ha scritto queste cose”. Chi è? È quella che ci ha uccisi. Quella che ti ha rubato via Roberto, che paradossalmente, a Roberto ha dato solo un bacio, neanche tanto cercato. Tentativi di negare. Me lo diceva Michele. Negare sempre, anche l’evidenza. Ma a volte l’evidenza diventa troppo evidente. Si è vero, l’ho baciata, e colgo la palla al balzo. “Con te non sto più bene, IO non sto più bene”. Pianti, tanti pianti. Tanti suoi, pochi miei. Ma ci sono stati. Scusa, davvero. Non hai meritato nulla di tutto ciò. Ma quella bomba per me è stata il Big Bang. Il la dato da un diapason grande quanto il mondo, che mi ha fatto capire che ero accordato a 432 hz. Il terremoto che ha distrutto la nostra casetta, e dove ora sta nascendo un nuovo palazzo, enorme, smisurato, con una regina e con un piccolo principe dentro. E io su, a creare piani e stanze. Ma quella casetta me la ricorderò per sempre. Perchè se non fosse crollata, io non avrei mai iniziato a costruire il tuo palazzo. Ne ricordo il calore, i profumi, la dolcezza, e a volte la noia. Ricordo che mi ha riparato dalle intemperie della vita, e mi ha insegnato tanto, tantissimo. And in the end, the love you take, is equal to the love you make. Dio è un figlio di puttana indegno. I beatles sono più grandi. E io mi fido dei beatles. Tu ti incazzavi quando diventavo blasfemo, ma lo facevo per sfotterti. Fidati anche tu. Tutto l’amore che hai dato, ti tornerà indietro sotto forma di bellezza, luce, e di gioia. https://www.youtube.com/watch?v=tVYjQScC1DY

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