Sei arrivato qui da un altro pianeta. Due mesi fa, precisi. Sono le 16.17, tra 8 minuti sono due mesi. Tu mi leggi dentro. Sei me stesso, solo che sei solo la parte più bella. Sei marika, e di marika sei tutto. Sei mia sorella, sei sua sorella, sei suo fratello. Oggi in una foto mi hai ricordato la faccia serena di vincenzo, mio padre. Mi regali tutto quello che hai, ogni giorno. Non la vedevo da tanto quella faccia. Grazie per tutto. Hai sorpassato cordoni attorno al collo, ferro basso, caldo estremo, rumore, batteria, chitarre scordate per 11 mesi. Sono io a ringraziarti ettore. La vita sei tu che l’hai data a me. E mi guardi, ovunque io sia. Inizio a temere che tu sia mia mamma sotto mentite spoglie di neonato con la faccia da schiaffi. Grazie, grazie, grazie.

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