Oggi è la vigilia di Natale, ma non vi parlerò di questo.

Vi parlerò degli strani personaggi di cui mi circondo dalla fine del 2012.

Flashback. Novembre, venivo dalla fine “traumatica” della mia esperienza in una band tributo ai queen, che fino a quel momento era stato il mio unico e continuo impegno musicale. Il mio essere pedante, non volermi mai piegare alle regole mi ha portato ad essere estromesso. In una maniera di merda, diciamocelo, ma quella fine ha portato ad un’altra fine, da li a poco, e a un nuovo inizio.

Rispondo ad un annuncio, cercavano un chitarrista per un tributo a Faber. In realtà mi avevano già chiamato come bassista, ma diciamo che fecero di tutto per farsi mandare a cagare proponendomi prima di de andrè di fare un live con 30 canzoni di Guccini. Ma meglio così. Non era il momento giusto.

Vabe dico io, perchè no, non ho un cacchio da fare. Conosco Dario da tempi non sospetti, e so che hanno una nomea del cacchio a bari (me li ricordavo anche io scarsoni). Vado a vedere qualche video, Princesa. Cazzo, gira, certo non è perfetto, ma molto meglio.

Li contatto. “Ok studiati 30 canzoni e vieni a provare”. Io conoscevo solo il live con la pfm, e Anime Salve. E ci vado, una domenica mattina. Dalle 11 alle 16. Zingari, senza casa e senza famiglia. Senza suoceri da soddisfare. Fico!

Per la prima volta da solo, senza la mia ex che diciamolo, mi seguiva pure al cesso. Era una cosa solo mia. Giù, sul palco della taverna vecchia. Mi porto 3 chitarre, servono tutte per De Andre. Suono la CLASSICA dal vivo (non la suonavo da anni). Le cose vanno, complice anche il fatto che chi mi ha preceduto praticamente non faceva nessuna parte se non gli accordi.

Alla prima prova, ovviamente, non si presenta Dario. Finisco a parlare un’ora del batterista dei cacchi miei, come se lo conoscessi da 10 anni. Si presenta alla seconda, attacca Rimini e mi viene da ridere, cazzo, ha la voce che pare lui. Loro sorridono alle mie improvvisazioni, ancora pesantemente rock e così poco cantautorali. Insieme iniziava con me una ragazza tanto carina. No, non Marika, Antonia.

Da li il primo live con pochissime parti pronte. E la prova prima di Natale, il secondo live, al Ferus a Bisceglie. Quella sera ci sarebbe stata anche la cantante. Dalle foto pareva rossa con gli occhi azzurri. Beh, in realtà sembrava più Sbirulino, ma quello sbirulino lo avrei sposato 3 anni dopo. E che cacchio di voce aveva. Suoniamo, accompagnato dalla mia ex, che era (finalmente) aliena a questi strani figuri. Regalo ad ognuno di loro un libro che avevo letto (si, non li conservo, li regalo). Biografie musicali, sting, stratos, jeff buckley, beatles etc.

Ed inizia il tutto. Da allora sardegna, autogrill, la sera in cui il mondo mi è crollato addosso, la fine della mia ex storia d’amore, le delusioni d’amore, le ragazze conosciute grazie a loro. Quel sessualmente proficuo concerto a Monopoli. Quelle che ora non mi parlano più. I palchi, quelli belli, i teatri. Sentirsi un artista. Farsi pagare. Dividere l’auto con loro, pochi secondi dopo di aver scoperto di aspettare Ettore. La gravidanza, con marika che veniva trattata come una principessa da tutti. L’urlo “ettore ettore” a monopoli. La noscita, i live subito dopo, le piazze piene, le persone che piangono, i live col pancione.

Tutti quelli che sono passati da questo circo ne sono stati contagiati. Potremmo suonare qualsiasi cosa, de andrè è un pretesto. Siamo sempre pronti a condividere una sigaretta di tabacco scadente, un bicchiere di vino da un euro e cinquanta al litro. Pochi euro, per le sigarette (dario, mi devi 4 euro da un anno e mezzo!) Suonare in piazza alle 7 di mattina ail 24 dicembre, con Ettore a 1 anno e 3 mesi che balla con 3 gradi fuori.

Siamo bravissimi a scegliere i bar più di merda. Quelli scadenti, e con le cose vecchie, perchè economici. Ho conosciuto persone con cui ho stretto amicizie “viscerali”. Mangiamo arancini il martedì notte alle 4 all’autogrill di candela. Non so quanti litri di vino. Noi, e quegli artisti che ci seguono ovunque, che sanno che seguendoci succederà qualcosa di divertente o strampalato. Sicuramente

Voi altri, se non siete o siete stati dei maltesi, non potete capire. Il mondo non può capire. Siamo zingari, noi. Siamo circensi, che suonano davanti a 5 o 5000 persone, e si divertono lo stesso. Non ci fermiamo mai.

Il mio personalissimo augurio di altri 100 anni così lo dedico a me, a marika, e noi altri.