ti guardavi intorno spaesato in una copertina rossa. Tutti si sono fatti attorno a te, per fotografarti, per vederti. Ma io avevo il posto privilegiato. Ero tuo papà. Ti ho dato un bacio, mi sembravi biondo alla prima impressione. Ti ho detto, sussurrando, “bimboloooneeee”. Come ti chiamavo dalla pancia della mamma, che povera, era ancora sul tavolo operatorio. Ti sei calmato immediatamente. TI ho sussurrato “piccolo, stai tranquillo, fino a che non arriva mamma ci sono io con te”. E ti ho accompagnato su. E da quel momento solo gioia. Ininterrotta, infinita, senza fiato, senza mai un’ombra. Tra 14 minuti compi una settimana. Auguri figlio mio. In una settimana mi hai dato più di tutto quello che ho ricevuto in 33 anni. Se dovessi morire adesso, sarei comunque l’uomo più fortunato del mondo.

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